Rigenerazione Volterra

A gennaio sapremo se la città etrusca sarà la Capitale italiana della cultura nel 2022: il progetto dalle idee di 21 giovani e 150 associazioni

«In tutte le sue edizioni la Capitale della cultura ha innescato meccanismi virtuosi fra le realtà economiche e sociali dei territori. Non è un concorso di bellezza, viene premiata la città che riesce a sviluppare il progetto culturale più coinvolgente, più aperto, innovativo e trasversale». Perfettamente in sintonia con queste parole del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, è Giacomo Santi, sindaco di Volterra, unica città toscana indicata nella decina finalista per il titolo di Capitale italiana della cultura 2022: «È così – dice -: si tratta di costruire un progetto nel quale immaginare una prospettiva della città o del territorio che viene candidato. Il titolo del progetto, “Ri-generazione umana”, prende spunto dalla storia recente di Volterra: se guardiamo alle esperienze dell’ospedale psichiatrico o del carcere, vediamo come questo sia un luogo nel quale l’umanità non è stata, e non è, rifiutata, ma rigenerata».

Una candidatura costruita attraverso un processo di partecipazione che ha coinvolto 21 ragazzi e ragazze di tutta Italia con le loro idee e proposte, 150 associazioni e 53 Comuni: «Siamo, fra i finalisti, la città demograficamente più piccola – prosegue Santi -, però attorno a noi c’è un territorio vasto che offre molte proposte. Un’adesione così ampia da parte di tanti Comuni è un po’ un miracolo, il superamento della Toscana dei campanili: credo che fare rete, nei prossimi anni, sarà fondamentale»

Mentre facciamo il tifo in attesa della decisione della giuria – il 14 e 15 gennaio ci sarà la presentazione in audizione pubblica dei progetti, ed entro il 18 la proclamazione del vincitore – l’occasione è buon per cominciare ad esplorare alcuni degli itinerari de territorio, itinerari che “Ri-generazione umana” prevede di affrontare in modo più articolato. Iniziando proprio dai luoghi della cura.

C’era una volta il manicomio

Erano ben ventisei i padiglioni che costituivano il complesso del manicomio di Volterra, una città nella città che dal 1884 al 1979 – quando fu chiuso in seguito alla Legge Basaglia – ha ospitato migliaia di persone. Il Museo di Lombroso, all’interno dell’area ospedaliera e visitabile solo su richiesta, custodisce memorie e ricordi: fra le altre, le riproduzioni fotografiche dei graffiti di Oreste Fernando Nannetti, noto anche con lo pseudonimo di Nof4. Negli anni di degenza, Nannetti incise una serie di graffiti sugli intonaci del complesso, utilizzando le fibbie che facevano parte della divisa degli internati. Il ciclo è considerato un capolavoro dell’Art Brut, concetto coniato dal pittore Jean Dubuffet per indicare le espressioni artistiche di alienati, bambini, persone comunque estranee a un ambiente culturale e prive di qualsiasi educazione artistica. Porzioni di superfici incise si possono ammirare oggi all’ex ospedale psichiatrico, all’interno del Museo Lombroso, e presso la Collection de l’Art Brut di Losanna. Fra i progetti di “Ri-generazione umana”, una grande mostra antologica sull’Art Brut, in coproduzione con il museo svizzero, valorizzando, oltre alla figura di Nannetti, le opere realizzate da altri artisti con fragilità psichiche.

Rinascimento e medioevo

Alcune attività già programmate per il 2021 sono state trasformate in grandi eventi che preparano il calendario 2022. I 500 anni della Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino, detta Deposizione di Volterra, capolavoro assoluto dell’artista toscano realizzato nel 1521, sono l’occasione per celebrare quest’opera con una mostra, curata da Cristina Acidini, in programma nell’autunno di quest’anno, che metterà in relazione il capolavoro conservato nella Pinacoteca di Volterra con altre opere ispirate allo stesso tema, fra le quali l’eccezionale Deposizione dell’Antelami conservata nel transetto della Cattedrale. In attesa dell’apertura della mostra, la Pinacoteca merita una visita anche per altre opere, dalla pala del Cristo in Gloria di Domenico Ghirlandaio all’Annunciazione di Luca Signorelli; proprio come la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Battistero, pregevoli esempi di architettura romanica.

La Cattedrale è stata riaperta a settembre 2019 dopo un importante lavoro di restauro, durato oltre due anni e mezzo, e realizzato anche grazie alla campagna di mecenatismo popolare “Abbraccia Volterra” di Unicoop Firenze, che ha raccolto oltre 31.000 euro.

All’ombra di Etruschi e Romani

Una città, tanti volti e tante storie. Un’ideale percorso che parte dalle radici etrusche – il Museo Guarnacci è sede di una delle collezioni più famose e di più antica formazione: l’Ombra della sera è certamente il reperto più noto – e passa da quelle romane con il teatro antico, uno dei più grandi e meglio conservati d’Italia, e con l’anfiteatro, la più recente scoperta archeologica di Volterra, venuto alla luce nel 2015 e sul quale si sta ancora lavorando. L’arte etrusca uscirà dal Guarnacci per dialogare con quella contemporanea, con esposizioni temporanee e installazioni in diversi punti della città, mentre si lavorerà per rendere fruibile l’anfiteatro romano come sede di attività delle principali organizzazioni culturali del territorio.

Non solo carcere

Il percorso storico-artistico comprende anche l’epoca dei Medici con la Fortezza, oggi sede di un carcere all’avanguardia per i suoi progetti di recupero e inclusione. I laboratori teatrali e gli spettacoli dell’omonima Compagnia diretta da Armando Punzo sono un punto di riferimento a livello internazionale. In estate la Compagnia presenterà Genesi: frutto di un lavoro triennale, sarà “scomposto” in tre quadri, ognuno dei quali costituirà tre grandi eventi spettacolari in altrettanti luoghi del territorio, la Salina Nervi di Saline Volterra – il sito di produzione mineraria più duraturo della zona, un vero e proprio unicum italiano ed europeo, poiché il sale estratto possiede una purezza pari al 99,99% -, l’ex refrigerante geotermico della Centrale Enel di Larderello e il Parco Eolico di Montecatini Val di Cecina.

Ma che ne sarà dei tanti progetti se Volterra non dovesse vincere?

«Volterra 2022 è un piano strategico complessivo di medio-lungo periodo. Dovremo ricorrere ad altre risorse, naturalmente, ma credo che le iniziative potranno comunque essere realizzate», conclude Santi.

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