Un nuovo sguardo su Pisa. Visite guidate riservate ai soci Unicoop Firenze

L'11 e 25 ottobre, il 15 e 29 novembre visite guidate gratuite per i soci, con pagamento del biglietto di ingresso, al Campo Santo Monumentale e al Museo dell’Opera del Duomo. 

Pisa vista da piazza dei Miracoli, per una volta Torre pendente a parte, alla scoperta della Cappella Sistina del Medioevo, come è stato rinominato il ciclo di affreschi Trionfo della morte che recentemente, dopo una lunga opera di restauro, è stato ricollocato all’interno del Campo Santo Monumentale di Pisa. Si concentrano, infatti, sul Museo dell’Opera del Duomo e sul Campo Santo Monumentale le visite per i soci di Unicoop Firenze, proposte in collaborazione con la cooperativa Impegno e futuro, giovane realtà con alcune decine di soci, che si è specializzata in visite guidate e laboratori didattici dedicati ai monumenti di piazza dei Miracoli.

Le visite, della durata di un’ora e mezzo circa, sono pensate per le famiglie, con un approccio coinvolgente anche per i bambini in età scolare, e si terranno inizialmente domenica 11 ottobre alle 10.30, per quanto riguarda il Museo dell’Opera del Duomo, e domenica 25 ottobre, allo stesso orario, per gli affreschi del Camposanto Monumentale di Pisa.

In programma altri due appuntamenti a novembre: il 15, alle 10.30, al Museo dell’Opera del Duomo di Pisa e il 29 agli affreschi del Camposanto monumentale di Pisa.

Le visite sono gratuite, offerte da Unicoop Firenze ai suoi soci, che comunque pagano il costo del biglietto d’ingresso.

Un punto di partenza per conoscere Pisa, attraverso i racconti degli oggetti che il museo raccoglie e degli affreschi che decorano il Campo Santo Monumentale, pensati proprio per parlare con le immagini e quindi affascinanti anche per i più giovani.

Il Camposanto Monumentale

Il Campo Santo infatti non solo raccoglie le tombe dei piùfamosi docenti dell’ateneo pisano e di alcuni membri della famiglia Medici, ma è affrescato anche con scene bibliche che servivano di illustrazione e monito per le persone che in passato non potevano avvicinarsi alla Bibbia scritta, perché non sapevano leggere: «Il ciclo di affreschi è stato ricollocato nel Campo Santo recentemente ed è stato al centro di un progetto di restauro importante, coordinato dallo storico dell’arte Antonio Paolucci – spiega Silvia Roggero, presidente della cooperativa Impegno e futuro –. La parte su cui ci soffermiamo maggiormente è il ciclo del Trionfo della Morte, uno dei primi ad esser stati realizzati, fra il 1336 e il 1341, da Buonamico Buffalmacco, artista che ritroviamo citato anche da Boccaccio nel Decamerone. In totale gli affreschi si estendono per quasi duemila metri quadrati di pittura, tutti realizzati dai maggiori maestri del Tre e Quattrocento e purtroppo fortemente danneggiati alla fine della seconda guerra mondiale. Solo oggi possiamo riapprezzarli dopo il restauro».

Ma la visita al Campo Santo fa scoprire tanti aspetti storico-architettonici di questo edificio: «Fondato nel 1277 per accogliere le tombe fino a quel momento disseminate attorno alla cattedrale, il Campo Santo si sviluppa come un chiostro, aperto all’interno e con quattro corridoi che formano un rettangolo – spiega Roggero –; la visita prosegue poi con la “lettura” degli affreschi più importanti, come quello dedicato al patrono della città, San Ranieri. Ci fermiamo anche a osservare i sarcofagi romani, testimonianza del periodo in cui Pisa fu colonia romana, poi utilizzati per la sepoltura dei personaggi illustri della città».

Il Museo dell’Opera del Duomo

Altra visita proposta da Unicoop Firenze in esclusiva per i soci riguarda il Museo dell’Opera del Duomo. Qui attraverso gli oggetti conservati nel palazzo che si affaccia su piazza dei Miracoli – formidabile la vista dal terrazzo del secondo piano direttamente sulla Torre – si ripercorre la storia della città attraverso le diverse epoche. Il museo, che si trova nel vecchio monastero, è stato completamente ristrutturato ed ha riaperto i battenti un anno fa dopo cinque di lavori. Il nuovo allestimento, più funzionale del passato, esalta le opere in mostra, fra cui la Porta di San Ranieri, realizzata in bronzo da Bonanno Pisano, che dall’ingresso della cattedrale è stata spostata all’interno del museo e ne rappresenta uno dei pezzi più belli. Sempre in tema di arte sacra, la visita si sofferma sulla statuetta eburnea della Madonna con Bambino, realizzata da Giovanni Pisano, che possiamo definire la vera protagonista di tutto il museo, e inizialmente conservata nella Sagrestia dei Cappellani del Duomo di Pisa. Realizzata alla fine del Duecento, la sua particolarità risiede nel materiale, l’avorio, oltre che nella cura e dolcezza dei tratti di Maria.

Particolarmente curioso per i più piccoli è il Grifo, altro oggetto “traslocato” dal vicino Duomo, dove rappresentava un elemento di decoro. Inizialmente utilizzato in Oriente come incensiere – sulla pancia conserva il posto per un’ampolla –, arrivò a Pisa come bottino di guerra durante uno scontro fra Repubbliche marinare e rappresenta un animale mitologico nato dall’incrocio fra un’aquila e un leone. «Con i nostri percorsi ci proponiamo di mostrare Piazza dei Miracoli da un altro punto di vista – conclude Roggero –, portando il visitatore al centro della storia politica, religiosa e artistica della città, raccontando attraverso gli oggetti esposti come Pisa ha vissuto durante i secoli e come si è relazionata con le altre città, con cui ha sempre intrattenuto molti scambi. Un modo per iniziare a conoscere Pisa, magari prima di un percorso più articolato, e scoprire le tracce che sono state lasciate dalle diverse vicende che hanno toccato la città».

L’opinione di Antonio Paolucci

Perché visitare il Campo Santo monumentale?

«Perché in un solo luogo troviamo un’antologia di pittura italiana di età medievale e rinascimentale e soprattutto perché, come la Cappella Sistina di Michelangelo parla del giudizio universale, così qui troviamo il Trionfo della Morte, un ciclo di affreschi che narrano di vita, morte e salvezza eterna, con rappresentata la Grande Falciatrice che non guarda in faccia a nessuno e miete vittime fra principi e cardinali, come fra i più poveri, e livella tutti. Gli affreschi sono opera di Buffalmacco, un artista che reinterpreta la scuola di Giotto in maniera trasgressiva, quasi impressionista».

Info e prenotazioni

Dal lunedì al venerdì (ore 9-12.30), info@impegnoefuturo.it, 050894088

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