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Le polaroid di Ghirri

Fino al 10 maggio, al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato

Fino al 10 maggio, al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, “Luigi Ghirri. Polaroid ‘79-‘83” propone un’ampia selezione di polaroid scattate da Ghirri – il fotografo italiano del secondo dopoguerra più conosciuto al mondo – all’epoca in cui l’azienda gli aveva garantito una vasta fornitura di pellicole e macchine, avvicinandolo così all’utilizzo della fotografia a sviluppo istantaneo. Curata da Chiara Agradi e Stefano Collicelli Cagol, è la prima mostra istituzionale in Italia interamente dedicata al lavoro su polaroid di Ghirri.

Ad accogliere il visitatore sono le polaroid di grande formato, realizzate da Ghirri fra il 1980 e il 1981. In questi due anni l’azienda fotografica invita l’artista a scattare una serie di istantanee negli uffici di Amsterdam, dove si trovava un modello di Polaroid che in pochi minuti sviluppava fotografie di grande formato. L’artista vi arriva con una valigetta piena di oggetti recuperati da casa o dai mercatini delle pulci, e li dispone di volta in volta di fronte alla gigantesca macchina Polaroid.

Un’attenzione per l’oggettualità, notata dalla curatrice come di particolare importanza nell’esperienza di Ghirri con le Polaroid, che costituisce l’elemento cardine attorno al quale si è sviluppata la selezione delle opere in mostra. La mostra restituisce un Ghirri inedito e vuole anche stimolare nel pubblico più giovane una riflessione sui punti di contatto tra la fotografia analogica a sviluppo istantaneo e la fruizione immediata dell’immagine così come la viviamo oggi attraverso lo smartphone e la fotografia digitale.

centropecci.it

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