Fattori a Livorno

Ha riaperto il museo dedicato al pittore della macchia. Ingresso in convenzione e visite guidate per i soci

Su il sipario al Museo Civico “Giovanni Fattori” di Livorno: dopo sei mesi di chiusura, Villa Mimbelli è tornata, dal 10 luglio scorso, ad accogliere i visitatori con un allestimento completamente rinnovato, a cura del direttore scientifico del museo, Vincenzo Farinella. A 32 anni dal suo primo allestimento a Villa Mimbelli la collezione si ripresenta con una nuova impostazione scientifica che ripensa il modo stesso di raccontare la storia dell’arte dalla metà dell’Ottocento agli anni Quaranta del Novecento, con nuclei importanti di artisti livornesi (Giovanni Fattori con circa 50 opere, Vittorio Corcos, Plinio Nomellini) e toscani (Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Giovanni Boldini).

Il punto di partenza non poteva che essere Giovanni Fattori, del quale il museo conserva uno dei nuclei più importanti d’Italia. Ma la novità è proprio il modo in cui il maestro dialoga con gli altri protagonisti della collezione. I Macchiaioli, gli artisti della Livorno tra Otto e Novecento, il Divisionismo, la stagione dei post Macchiaioli: il percorso costruisce un racconto continuo, senza salti, nel quale ogni sala rappresenta un passaggio della vicenda artistica cittadina. 

Ad accogliere i visitatori, dopo l’antefatto costituito dalle opere di Enrico Pollastrini, precursore dei Macchiaioli, è un capolavoro che costituisce un perfetto avvio della vicenda artistica fattoriana, il grande dipinto “bifronte” raffigurante su un lato un tema mediceo (Clarice Strozzi che intima ai Medici di lasciare Firenze, rimasto incompiuto nel 1859), dall’altro un nuovo soggetto di storia contemporanea (Una carica di cavalleria a Montebello, concluso nel 1862), trasportato dal secondo piano a piano terra.

Tra le novità, l’acquisizione degli Eccidi di Livorno, piccola tavola di Fattori che rappresenta uno degli episodi più drammatici del Risorgimento italiano: gli scontri e le repressioni avvenuti a Livorno durante i moti rivoluzionari del 1849. L’opera è entrata nelle raccolte civiche grazie a una donazione sostenuta attraverso l’Art Bonus e aggiunge un tassello importante nella lettura del rapporto tra il pittore, profondamente segnato dalle vicende del Risorgimento, e la sua città. 

Un’altra novità riguarda Leonetto Cappiello, al quale è stata dedicata una sala specifica. Conosciuto soprattutto per i suoi celebri manifesti pubblicitari, l’artista livornese trova finalmente uno spazio che ne valorizza il percorso, inserendolo nel contesto culturale da cui prese avvio prima del successo internazionale conquistato a Parigi.

Il nuovo museo punta anche sulla qualità della visita. Molte opere sono state restaurate, l’illuminazione è stata riprogettata con sistemi a led e le sale adottano colori che non entrano in conflitto con le decorazioni originali della villa e che lasciano alle opere il ruolo di protagoniste. Villa che svolge un ruolo da protagonista: le sale storiche, gli apparati decorativi e gli ambienti monumentali continuano a essere parte integrante dell’esperienza di visita, trasformando il museo in un dialogo continuo tra contenitore e contenuto.

Ingresso in convenzione e visite guidate per i soci.

museofattori.livorno.it

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