Alcuni consigli per la coltivazione delle ortensie

Piante antichissime, hanno bisogno di spazio, ma crescono anche in vaso

Càrola Ciotti

Conosciute da tempi remoti in Asia e in America del Nord – loro zone di origine -, le ortensie giunsero in Europa solo a metà del ‘700 grazie agli intrepidi viaggi di appassionati botanici, i quali giravano il mondo alla scoperta di specie sconosciute da far poi apprezzare anche nel Vecchio Continente. Sono piante robuste, perenni, longeve e dalla bellezza intensa. Coltivate in parchi e giardini per l’abbondante fioritura, che si protrae a lungo nei mesi tardo-primaverili ed estivi, le ortensie sono perfette quali specie ornamentali; possono formare colorate macchie isolate o vere e proprie siepi e bordure, anche lungo i vialetti. Certo, la coltivazione in piena terra richiede spazio, trattandosi di specie arbustive, e alcune raggiungono considerevoli altezze. Per impiantarle si scava una profonda buca, larga una quarantina di centimetri; si mette sul fondo cornunghia o fertilizzante speciale per ortensie che ricopriamo con uno strato di terra. Dopo si dispone la pianta bene al centro della buca che finiamo di riempire con altra terra. Le belle ortensie si possono anche tenere in vaso e i risultati sono comunque interessanti.

Sono piante di origine montana, che quindi ben sopportano il freddo, e si adattano facilmente a terreni ricchi di humus, grassi e ben drenati. Appartengono al gruppo delle piante acidofile, quelle specie cioè, come azalee e rododendri, che prediligono terra con unph inferiore a 6,5, altrimenti rischiano di ammalarsi. La posizione ideale in genere è ombrosa con irradiamento solare diretto soltanto nelle ore meno calde; le ortensie richiedono abbondanti irrigazioni, preferibilmente al mattino. Scavare una piccola conca accanto alla pianta aiuta a non disperdere l’acqua, così come, per mantenere umido il terriccio, è utile pacciamare, ad esempio con cortecce triturate o fibra di cocco, specialmente se le piante vivono in vaso.

Per le concimazioni degli esemplari in piena terra, si userà un prodotto a lenta cessione un paio di volte l’anno (ottimo lo stallatico), mentre, se abbiamo ortensie in vaso, potremmo scegliere un prodotto specifico, da somministrare anche settimanalmente durante la fioritura.

Tra le varie specie adatte a vivere in piena terra in Toscana, citiamo le Quercifolia e le Paniculate,che ben prosperano sia al mare sia in collina, mentre nelle zone montane sono le classiche Macrofilla a farla da padrone: le si notano facilmente in Appennino con le loro grandi infiorescenze, spesso anche dell’insolito colore blu, dovuto a terreni acidi e ricchi di alluminio. Le Macrofilla si adattano benissimo pure alla vita in vaso e sono di facile reperibilità anche nella grande distribuzione. Se desideriamo invece un’ortensia originale, adatta ai vasi, si può optare per un’Involucrata,che desidera ombra assoluta, ha un portamento compatto e fiorisce da fine agosto in poi con pannocchie bianche e violette.

BOX

Forse non tutti sanno che le ortensie hanno un utilizzo anche diverso da quello puramente ornamentale; ad esempio i giapponesi, che le coltivano con gran successo, utilizzano i fusti dell’Hydrangea paniculata per realizzare bastoni da passeggio, pipe, manici per ombrelli e chiodi di legno, mentre con la corteccia, unita a cellulosa e acqua, fabbricano una carta molto pregiata. Le ortensie possiedono anche proprietà officinali, tanto che era abitudine dei nativi americani Cherokee utilizzare decotti preparati con le radici di Hydrangea arborescens, per curare i calcoli renali, che grazie a questa preparazione si espellevano con minor dolore.

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