Prendersi cura della pelle sotto i raggi del sole

Il sole è vita, ma per la pelle può diventare un nemico. Falsi miti da sfatare sull’abbronzatura

«Riportare a casa la pelle», «non stare nella pelle», «vendere cara la pelle», i detti popolari che riguardano il nostro involucro più esterno sottolineano quanto sia prezioso per una buona vita. La pelle è molto più di una barriera protettiva: è un organo dinamico, capace di riflettere lo stato di salute generale dell’organismo e, in particolare, l’equilibrio metabolico e immunologico interno. Invece di proteggerla adeguatamente, spesso la trascuriamo. Nonostante gli appelli di dermatologi e oncologi, l’abitudine estiva di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata, senza un’adeguata protezione, è dura a morire. Eppure è ormai provato che la maggior parte dei tumori della pelle deriva proprio da un eccesso di sole.

«In Italia – spiega Daniela Massi, presidente dell’Intergruppo melanoma italiano, società scientifica multi-disciplinare che si occupa di prevenzione e ricerca su questo ed altri tipi di tumore cutaneo – oltre220mila persone hanno ricevuto negli ultimi anni una diagnosi di melanoma. Con un aumento costante negli anni. Fortunatamente, grazie ai controlli e alle innovazioni nelle terapie i tassi di sopravvivenza si attestano intorno all’88% per gli uomini e al 91% delle donne, ma il primo passo da fare è quello della prevenzione e dell’informazione». Sono, infatti, ancora molti gli equivoci e i falsi miti da sfatare.

C’è raggio e raggio

Ad esempio, quanti di noi sanno quali sono le differenze fra raggi UVA e UVB? I primi sono radiazioni ultraviolette a onda lunga e rappresentano circa il 95% di quelle che colpiscono la pelle, perché la superficie terrestre viene raggiunta da una percentuale molto alta di questi raggi, che sono presenti tutto il giorno, tutto l’anno, anche quando è nuvoloso e il sole “non c’è”. Sono considerati dei killer silenziosi poiché, a differenza di quanto avviene con i raggi UVB, che provocano arrossamenti e scottature, gli UVA non si fanno sentire, ma penetrano la pelle in profondità e ne danneggiano ogni strato.

E diversamente da quello che molti pensano i raggi UVA penetrano attraverso la maggioranza dei vetri che bloccano invece per lo più gli UVB. In o- ni caso sia UVA sia UVB possono danneggiare DNA, pelle e occhi e aumentare il rischio di tumori. Per tutti questi motivi è importante difendersi ogni volta che pratichiamo attività all’aperto, anche sportiva o lavorativa, indossando indumenti adeguati e prodotti con filtri solari sulle parti del corpo esposte.

Filtra o non filtra?

Quanto ci proteggono le creme e quali dovremmo scegliere? Il fattore di protezione solare SPF che troviamo riportato sui prodotti cosmetici per il sole è una misura di protezione rispetto all’arrossamento della pelle da parte dei raggi UVB. Per proteggersi è necessario scegliere SPF 30 e 50 o 50+. Se è specificato “protezione solare ad ampio spettro”, la schermatura del filtro chimico o fisico vale anche per i raggi UVA. Alcuni prodotti lo indicano con la sigla UVA/UVB. Da ricordare, però, che non esistono prodotti a schermo totale, una parte dei raggi passa ugualmente.

Vestiti con lo schermo

Non tutti sanno che anche gli indumenti hanno un indice di protezione dai raggi solari, che si misura con un parametro detto UPF (Ultraviolet Protection Factor, o fattore di protezione dai raggi UV): un tessuto con UPF di almeno 30 dà già una buona protezione, il massimo è garantito dall’UPF 50. La maggior parte degli indumenti però non riporta questa indicazione. In caso di dubbio è bene sapere che, mentre colori chiari e tessuti naturali come lino e cotone sono suggeriti per una maggiore difesa dal caldo, sono invece i tessuti più spessi, di colore scuro, più brillanti e realizzati con fibre sintetiche a impedire con maggiore e cacia ai raggi ultravioletti di raggiungere l’epidermide.

Creme autoabbronzanti sì, lettini e lampade no

Le creme o i vari tipi di spray autoabbronzanti donano una colorazione superficiale che può costituire un’alternativa per chi voglia modi care il colore della propria pelle, senza incorrere nei rischi legati a un’eccessiva esposizione al sole. Non sono noti e etti collaterali, né a breve né a lungo termine, ma certamente non proteggono dai raggi solari.

Così come non lo fanno le sedute con lampade e lettini abbronzanti, che funzionano attraverso l’emissione di onde ultraviolette (UVA e UVB), replicando l’effetto dei raggi solari naturali e stimolando così la produzione di melanina nella pelle. Ne esistono principalmente due tipologie: a bassa pressione, che emettono più UVB e procurano un’abbronzatura graduale, e ad alta pressione, che emettono soprattutto raggi UVA per un colorito immediato.

Sono entrambe considerate cancerogene e provocano anche l’invecchiamento precoce della pelle, danni oculari e soppressione del sistema immunitario. Il loro uso, come detto, non protegge dai danni della luce solare, ma anzi ne aumenta il rischio, inducendo un illusorio senso di sicurezza.

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Il quiz del sole

Mettete alla prova le vostre conoscenze sul sole e sulle protezioni solari con questo test. Le risposte giuste non sono così scontate come sembrano a prima vista. Altre informazioni su stilidivita.ispro.toscana.it

  1. I raggi UVA:
    A.Non passano attraverso i vetri di casa o dell’auto.
    B.Possono attraversare molti vetri comuni e raggiungere la pelle, contribuendo al foto-invecchiamento.
    • La protezione ad ampio spettro:
    • A.È più resistente ad acqua, sudore e alte temperature rispetto a una protezione standard.
    • B. Protegge sia dai raggi UVB, legati alle scottature, sia dai raggi UVA, responsabili del foto-invecchiamento.
        • Offrono una maggiore schermatura dal sole:
          A. Gli indumenti realizzati con tessuti naturali di colore chiaro
          B. I materiali sintetici di colore scuro
        • Le creme autoabbronzanti:
          A. Proteggono dai raggi UV
          B. Non sono conosciuti effetti collaterali, ma non offrono alcuna protezione
        • Lampade e lettini abbronzanti:
          A. Sono consigliati in caso di pelle che si scotta facilmente
          B. Causano foto-invecchiamento della pelle, danni agli occhi e sono cancerogeni.
        • La protezione dai raggi solari serve:
          A. Solo al mare e in montagna in estate
          B. Sempre durante l’attività all’aperto

        Risultato

        (La risposta corretta è sempre B)

        Da 4 a 6 risposte B: hai già gli strumenti per proteggerti dai rischi del sole
        Tre risposte A e tre risposte B: sei sulla buona strada, ma puoi migliorare
        Da 4 a 6 risposte A: proprio non ci siamo, leggiti l’articolo.

        Cosa ci protegge di più?

        Tipo di protezioneUV Fattore di protezione dalla luce
        Indumenti protettivi UV (Secondo Standard 801)20 – 80
        Indumenti di cotone a trama fitta (Secondo Standard 801)ca. 20
        Indumenti di cotone leggero (Secondo Standard 801)ca. 10
        Ombra sotto un albero5 – 15
        Ombra sotto una tendaca. 5

        Occhi sui nei

        Sono state quasi 350 le persone visitate gratuitamente a maggio dai medici dell’Intergruppo melanoma italiano nei Coop.fi di Livorno e Viareggio in occasione della campagna di prevenzione del melanoma organizzata da Unicoop Firenze. Il bilancio conta l’individuazione di 5 melanomi, 6 nevi atipici, circa 30 carcinomi e numerose altre lesioni da tenere sotto controllo. «Un risultato particolarmente rilevante e preoccupante, che testimonia l’importanza di questo genere di iniziative» ha dichiarato Vincenzo De Giorgi, dermatologo dell’Azienda Usl Toscana Centro e segretario di Imi.

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