L’occhio pigro e lo strabismo nei bambini

Sono tra i problemi più comuni, ma possono essere presi per tempo grazie a controlli periodici sin dall'infanzia

La cura della vista inizia da piccoli: ma a che età è consigliabile portare i propri figli dallo specialista? «Il primo controllo della vista va fatto intorno ai 3 anni: spesso sono i pediatri di famiglia a fare un primo screening ed eventualmente a suggerire una visita specialistica» spiega Roberto Caputo, responsabile dell’Oftalmologia del Meyer di Firenze.

Con che frequenza vanno ripetuti?

Se il controllo dei 3 anni è andato bene, il successivo viene fatto intorno ai 6.

Nel bambino quali sono i campanelli d’allarme che devono spingerci a un approfondimento?

La cefalea, alcune posture anomale del capo e la necessità di avvicinarsi con insistenza alla tv, nonostante i tentativi di tener lontano il bambino. Naturalmente vanno indagati subito segni più importanti come lo strabismo. Ci sono casi in cui, invece, pur in presenza di problemi oculistici, il bambino non manifesta alcun segnale. Questo accade, ad esempio, quando soltanto uno dei due occhi ha difficoltà visive: in queste situazioni solo una visita specialistica può evidenziare il problema.

Quali sono i problemi della vista più comuni?

L’ambliopia, cioè il cosiddetto occhio pigro, e lo strabismo. Il trattamento dipende molto dalla causa che ha determinato il problema: si va dalla correzione ottica al bendaggio, fino, nei casi più importanti, alla correzione chirurgica.

In che cosa consiste l’occhio pigro?

È quella condizione per cui un occhio vede bene, mentre l’altro non viene usato e quindi non sviluppa una buona capacità visiva. In questo caso una diagnosi tempestiva è fondamentale, perché la possibilità di recupero è proporzionale alla precocità dell’intervento: per questo, ad esempio, nei casi di familiarità (mamma, babbo o fratellini che ne hanno sofferto) è bene anticipare la visita oculistica già all’anno di età, per intercettare rapidamente la presenza di ambliopia. La terapia prevede un bendaggio dell’occhio dominante, per un tempo stabilito dall’oculista in base alla gravità del problema.

Ci sono problemi visivi che si risolvono spontaneamente con la crescita?

Nel bambino piccolo, l’ipermetropia entro un certo grado è fisiologica e tende a ridursi spontaneamente. Gli altri difetti invece difficilmente migliorano: la miopia, per esempio, tende a peggiorare con l’adolescenza.

Qualche consiglio per mantenere gli occhi il più possibile in salute.

La prima cosa è la prevenzione: rivolgersi al proprio pediatra che effettuerà un primo screening e poi deciderà se inviare il bambino dallo specialista. Per quanto riguarda l’uso di tablet e smartphone, è probabile che esista una correlazione fra uso intenso e aumento della miopia, per cui sarebbe opportuno non esagerare con il loro uso.

Non farsi scoraggiare: in caso di occhio pigro, il bambino potrebbe inizialmente opporre resistenze ai bendaggi. È importante quindi fare squadra, con i nonni e le figure di riferimento.

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