Virus e batteri: lavarsi le mani è la prima forma di prevenzione

Almeno venti secondi con acqua e sapone per un’igiene sicura. Quali saponi utilizzare, come e quanto fare uso di disinfettanti e gel da borsetta

«O dolci mani, mansuete e pure…»: sono descritte così nella Tosca, melodramma dedicato all’amore, di Giacomo Puccini. Che peraltro aveva sviluppato una certa predilezione per le mani femminili, vista la celebre “gelida manina” de La Bohème. Ma si tratta di una purezza solo ideale, visto che «le mani costituiscono uno dei più importanti mezzi di trasmissione dei microrganismi causa di malattia infettiva – spiega Paolo Bonanni, professore di Igiene dell’Università degli Studi di Firenze -. Le mani toccano tutto: oggetti, alimenti, altre mani, in cui possono essere presenti, fra gli altri, anche batteri e virus».

Quando lavare le nostre mani?

Innanzitutto lavarle accuratamente prima e dopo il consumo di alimenti (in particolare carne e verdure), prima di dar da mangiare ai bambini, dopo l’utilizzo dei servizi igienici (attenzione alle maniglie!), prima e dopo il cambio dei pannolini, dopo aver toccato malati o aver soffiato il naso, aver tossito o starnutito. Ma anche successivamente a un’attività sportiva, dopo aver toccato rifiuti, manipolato oggetti sporchi o eventualmente contaminati, aver utilizzato mezzi pubblici, al rientro a casa e naturalmente quando le mani sono visibilmente sporche.

Come procedere per una pulizia ottimale?

Con molta accortezza. Se siamo consapevoli del grado di rischio collegato alle superfici o agli oggetti contaminati, lo faremo con maggiore determinazione ed efficacia. Con del sapone o con un buon detersivo strofiniamo, oltre al palmo e al dorso della mano, ogni dito; successivamente eliminiamo ogni residuo sotto il getto dell’acqua. Secondo i “Centers for disease control and prevention” (Cdc), le mani dovrebbero infatti essere strofinate per almeno 20 secondi, quando si ha a disposizione acqua e sapone. Se il rischio è elevato, lavare le mani con sapone o detersivo, sciacquarle e asciugarle con un panno ben pulito, poi disinfettarle e asciugarle all’aria. È anche importante ricordare che nelle spugne si annidano facilmente microrganismi e dunque vanno cambiate frequentemente.

Meglio la saponetta o i prodotti liquidi?

Possiamo usare sia i saponi “classici” (cioè quelli della nonna) sia quelli sintetici, cosiddetti detersivi, con una larga preferenza per i primi. I saponi sono prodotti schiumogeni a base di grasso e liscivia, particolarmente indicati nella pulizia del corpo umano, compreso il viso, che possono essere utilizzati in forma solida o liquida. Queste sostanze interagiscono fra l’acqua e lo sporco (per lo più costituito da grassi untuosi), favorendo il distacco di quest’ultimo dalle superfici da lavare e disperdendolo nell’acqua.

Sono utili i disinfettanti in gel da borsetta? Ci sono delle controindicazioni?

Recentemente la Food and drug administration, a seguito di alcune pubblicazioni scientifiche, ha affermato che i detergenti antibatterici non apportano alcun beneficio aggiuntivo per la prevenzione di malattie rispetto a una regolare pulizia effettuata con acqua e sapone tradizionale. Inoltre, i prodotti antibatterici contengono ingredienti chimici pericolosi per la salute e per l’ambiente, come il triclosan e il triclocarban. Secondo recenti ricerche, i rischi associati all’uso quotidiano e a lungo termine dei gel antibatterici sono maggiori dei benefici. Alcuni composti nocivi presenti possono infatti contribuire allo sviluppo di una resistenza batterica e antibiotica, nonché creare squilibri a livello ormonale.


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