Un’ora e mezzo per salvare il mondo

Mario Tozzi e Lorenzo Baglioni firmano un libro a quattro mani che svela le bufale sul clima e sul surriscaldamento globale. L'intervista a uno dei due autori, Lorenzo Baglioni

Metti un geologo, un cantante e, al centro, l’ambiente e quello che viene fuori è uno spettacolo e poi un libro firmati da Mario Tozzi e Lorenzo Baglioni. È dal loro incontro casuale, infatti, che è nata l’idea di comunicare con forza un’emergenza che non può più essere taciuta, quella del cambiamento climatico. Dal sodalizio è nato prima lo spettacolo Fa un pop più caldo, la cui tournée è stata interrotta dalla pandemia. E nell’attesa di tempi migliori, i due si sono dati alla scrittura del libro Un’ora e mezzo per salvare il mondo (Ed. Rai Libri) che snocciola i perché del surriscaldamento globale, tra poesie, versi, dati e numeri della scienza. Evocando Greta Thunberg e, con il conforto delle tesi scientifiche, Tozzi e Baglioni smontano le bufale più diffuse sul surriscaldamento globale e forniscono molti spunti su come rendere le nostre vite più “ecologiche”.

Centocinquanta pagine per convincere i lettori che, per arrestare i danni dei mutamenti climatici, non c’è davvero più tempo, come ci racconta, nell’intervista, Lorenzo Baglioni.

Un ricercatore e un artista che parlano di ambiente con uno spettacolo e un libro. Come e perché?

L’incontro è avvenuto in modo casuale. Come fan l’ho sempre seguito e l’ho citato nella puntata sulla geologia del programma “Un palco per due” che conducevo per Rai 2 nel 2019. Lui ha saputo del mio tributo, e ha contraccambiato invitandomi nel suo programma Sapiens. Alla fine, è nato questo sodalizio magico e inspiegabile da cui è nato uno spettacolo sul global warming. (ndr riscaldamento globale) La tournée dello spettacolo è stata fermata dal Covid, ma nel frattempo lo spettacolo è diventato anche un libro. Questo libro.

La bufala più grande che smascherate nel libro?

Sono bufale, quindi tutte ugualmente assurde e gravi. Fra tutte, la più frequente è che il surriscaldamento globale è un’invenzione, che l’aumento delle temperature è solo un’impressione. Basta che una sera d’estate sia più fresca che tutti a portare la controprova che il global warming non esiste. Invece il riscaldamento globale è un fatto drammatico, causato in larga parte da noi esseri umani. Anziché negarlo, dovremmo tutti chiederci cosa stiamo o non stiamo facendo per scongiurare il punto di non ritorno.

Una cosa che non sapeva e che ha imparato scrivendo questo libro a quattro mani?

Ne ho imparate molte, teoriche e pratiche, da fare nel quotidiano per dare un contributo alla nostra salvezza. Nel libro ci sono tanti spunti utili per cambiare il nostro stile di vita e modificare il corso di eventi che sembrano più grandi di noi. Un esempio è il buco dell’ozono, che si sta riducendo perché, a un certo punto, abbiamo cambiato rotta. Può sembrare di essere impotenti ma, anche come singoli, possiamo fare molto perché le scelte quotidiane di tutti noi si riverberano ai piani alti, su chi decide. Vedi alla voce Greta Thunberg.

Il clima non si vede, non si tocca, è un problema che interessa ancora troppo poco. A chi si rivolge in particolare questo libro?

Lo spettacolo e il libro sono “trasversali” e parlano a tutti con un approccio semplice alle questioni ambientali: sono accessibili ai più giovani, ma forniscono spunti di divulgazione scientifica anche agli adulti. Insomma, l’ambiente è questione di tutti, senza confini di spazio, tempo o età.

Con la sua musica spiega ai più giovani il congiuntivo, la filosofia, l’apostrofo, la teoria della relatività e le leggi di Keplero. Come mai la sua musica riesce ad incuriosire i ragazzi più dei libri di scuola?

La musica ha questo potere comunicativo straordinario, è difficile capire i segreti di questo linguaggio dell’anima. La musica supera qualsiasi barriera e, nel mio caso, fornisce una veste giocosa e piacevole ad argomenti più difficili per i giovani. Accade da sempre, la musica crea unione e mobilita folle, anche per le cause più grandi e nobili. È arte e, come tale, ha il potere di portare con sé la bellezza e la forza di un messaggio universale.

Lei tratta temi sensibili e molto importanti, come ad esempio la disabilità. Sente la responsabilità di tutto questo?

Sì, responsabilità ma anche privilegio di avere chi mi ascolta. I messaggi che lancio con la mia musica acquistano forza se riesco a toccare le corde giuste di chi ascolta e, se apprezza, rilancia e moltiplica il messaggio.

Che consiglio darebbe a dei giovani aspiranti musicisti divulgatori?

Che non è il momento per capire se le cose possono funzionare, ora non funzionano per nessuno, lavorare è difficile per tutti, artisti e non. Quindi stringere i denti, tenere duro, sperando che questo momento terribile passi.

Musica ma anche libri “spassosi” sulla matematica e sulla geometria. In fondo fare l’insegnante è nel suo DNA?

Sì, è così: dopo tutto il percorso fatto per diventare insegnante di matematica, quando ho smesso mi è rimasta una feritina nel cuore. Mi piaceva tantissimo. Quindi ho chiuso il cerchio riportando la didattica anche nella musica, nel teatro, nella tv: in tutto quello che faccio oggi.

Le manca più la scuola da alunno o quella da insegnante?

Rientrare a scuola e incontrare i ragazzi che magari cantano le mie canzoni è sempre emozionante ma mi manca più la scuola da alunno, soprattutto gli anni del mitico liceo Gobetti di Bagno a Ripoli. Ero spensierato, mi piaceva studiare, mi piacevano i miei insegnanti, i compagni, il contesto. Erano bei tempi. Indimenticabili.

Poesia, matematica, scienza… ha mai messo in musica una ricetta?

No, mai cantato una ricetta, ma è un buono spunto per il futuro.

E quale piatto invece ama cucinare e mangiare?

Mangiare, molti piatti, cucinare un po’ meno. La cucina non è il mio forte. Però la pasta alla carbonara, quella sì, la so fare bene.

Nuovi sogni e prossimi progetti in cantiere?

Sto lavorando a un terzo libro per Mondadori Ragazzi e, nel 2021, andrà anche in onda un programma che ho registrato per la Rai ma che è ancora top secret. Per 2021 stiamo lavorando a tanta nuova musica e aspettiamo il momento giusto per lanciare le novità in cantiere. Speriamo nell’anno nuovo. Speriamo in un anno… nuovo.

Il libro

Mario Tozzi, Lorenzo Baglioni, Un’ora e mezzo per salvare il mondo, Edizioni Rai Libri, 12 novembre 2020, pp. 163

Il libro è in vendita anche su Piùscelta.it

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