Traviata, per davvero

Il 20 e 21 giugno, al Cortile della Biblioteca di Architettura dell’Università di Firenze, l'opera di Verdi messa in scena da Alessandro Baricco. Riduzioni per i soci. Gratuito per under 30 con prenotazione obbligatoria

Correva l’anno 1992 quando la pucciniana Tosca, nei luoghi e nelle ore di Tosca, diretta da Giuseppe Patroni Griffi, portava gli spettatori (oltre un miliardo e mezzo in 107 Paesi nei 5 continenti), in diretta mondovisione da Roma, all’interno di una rappresentazione il più possibile aderente, almeno quanto ad ambientazioni e cronologia di svolgimento, alle istruzioni del compositore.

Una distanza siderale separa questa mega produzione – dedicata, così si disse allora, all’homo audiovidens – da quella che costringe lo spettatore a spostarsi, ma proprio fisicamente, per seguire lo svolgersi dell’opera.

Lo scrittore Alessandro Baricco la mette in scena con la Traviata. Correva infatti l’anno 2025 quando l’opera verdiana abbandonava le assi del palcoscenico e l’ambientazione nei salotti di Parigi per trasformarsi in Una Traviata da cortile con una messa in scena decisamente più minimalista nel cortile della Scuola Holden di Torino, realizzata con pochi mezzi e con una «economia di volontà», come disse lo stesso Baricco.

Un’opera pensata come una festa popolare, nella quale anche il pubblico diventa protagonista, che l’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino propone come “extra” nel suo cartellone e che porta, con il sostegno di Unicoop Firenze, il 20 e 21 giugno al Cortile della Biblioteca di Architettura dell’Università di Firenze (spettacolo in convenzione per i soci e a ingresso gratuito per gli under 30 grazie al progetto dedicato della cooperativa, con prenotazione obbligatoria su coopfi.info/under30).

Né poltrone né sedie

Scordate il palco, e anche la platea: Violetta, interpretata dal soprano Floriana Cicìo, accanto ai tenori che si alterneranno nel ruolo di Alfredo, Matteo Roma e Andrea Tanzillo, e al baritono Franco Vassallo nei panni di Germont, si muovono fra il pubblico, che diventa parte integrante della storia. Poltrone, o sedie, neanche a parlarne: narrano i resoconti di quella prima torinese che lo scrittore a un certo punto, rivolgendosi alle signore un po’ stanche e accaldate, dirà: «Siete stanche di deambulare? Ma è così bello! Pensate se foste state tutta la sera sedute, che orrore».

Scordate anche l’orchestra, almeno nella sua accezione classica: la musica torna a risuonare tra la gente, affidata alla Duphol Big Band Orchestra and Chorus, un ensemble creato apposta per l’occasione (la direzione musicale è di Enrico Melozzi, volto noto anche per le sue partecipazioni come direttore d’orchestra al Festival di Sanremo) che mescola un quintetto d’archi, una banda (Orchestra di fiati del Cilento e l’Anbima FVG), la fisarmonica di Mario Stefano Pietrodarchi, il mandolino di Raffaele La Ragione, il contrabbasso di Paolo Borsarelli e un coro che cambia di città in città.

E dimenticate pure una rappresentazione “classica”, con tutti gli atti e le arie.

Come una festa di paese

La struttura narrativa di questa Traviata “traviata” prevede quattro quadri che attraversano l’amore, il conflitto, l’umiliazione e infine la morte della protagonista: fra questi quadri musicali, Baricco interviene con la sua narrazione, restituendo la forza umana e contemporanea della vicenda. Anche la luce ha un ruolo preciso: le recite inizieranno sempre quando ancora ci sarà la luce naturale (a Firenze alle 19.30) e si concluderanno al calar del sole, con la morte di Violetta.

«L’abbiamo immaginata come una grande festa, una fiera di paese», dice Baricco, dove il pubblico diventa parte attiva: «A teatro se canti si incazzano, qui invece è richiesto – ha sottolineato Melozzi in una intervista a “Rolling Stone” -. Quando, nella data zero, il pubblico ha iniziato a ballare e noi abbiamo proseguito, l’opera è cambiata. Ed era giusto così. È commovente vedere la gente che balla spontaneamente».

Musica, racconto e festa. E alla fine dello spettacolo la storia non si chiude davvero: il pubblico è invitato a restare, continuando a condividere la notte fra brindisi, musica e balli, proprio come accade nelle feste di paese.

maggiofiorentino.com

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