Non abbiamo un giardino – e forse nemmeno un terrazzo – ma amiamo le piante e la loro compagnia? Bene, esiste un metodo che ci permette di coltivarle in casa anche in assenza degli spazi tradizionali.
Parliamo della coltura in ambienti chiusi: bottiglie o vasi di vetro, al cui interno è possibile creare un giardino in miniatura. Tecnica non semplicissima, ma attuabile con cura e pazienza.
Procuriamoci il tipo di contenitore che preferiamo, evitando quelli di vetro scuro che non permettono alla luce di filtrare dalle pareti; ricordiamo che più il collo della bottiglia o del vaso è stretto, più difficile sarà inserirvi le pianticelle. Per riempire il contenitore del substrato necessario alle piante, bisogna costruirsi una specie di imbuto a collo lungo, arrotolando un foglio di plastica abbastanza rigida.
Il terreno adatto
Il primo strato sarà drenante: argilla espansa, sassolini, anche colorati, piccole conchiglie o pezzetti di vetro; il secondo consisterà in carbone vegetale sminuzzato, essenziale per la riuscita di questo tipo di giardini, poiché contrasta la formazione di muffe e al contempo rilascia acido carbonico che funge da potente concime. Una bustina di carbone vegetale per acquari è la soluzione adatta, sia perché è di buona qualità sia perché già confezionato in piccoli pezzi.
Come ultimo strato, la torba bionda di sfagno. Questa speciale torba non produce marcescenza e diverrà la terra in cui le piantine affonderanno le loro radici. Si può comprare in piccoli sacchetti in molti centri di giardinaggio, a un costo accessibile.
Una volta che il “giardino” è pronto bisogna impiantare le essenze scelte. Si adattano bene piccole felci, mini orchidee, ederine, ficus nani o tillantsie, perché sopportano senza troppo soffrire una certa manipolazione, necessaria per questo metodo di coltivazione.
Per riuscire a inserire gli esemplari scelti nella bottiglia, bisogna sceglierne di dimensioni ridotte; quelli utilizzati per le composizioni sono ideali, perché più piccoli del normale. Selezioniamoli in base al nostro personale gusto e rispettando un certo criterio estetico.
Come mettere le piante nel contenitore
Adesso, è il momento di metterli nel contenitore: utilizzeremo attrezzi adatti, rigorosamente fai da te. Con l’aiuto di un bastoncino, pratichiamo quindi una buchetta nel terreno e, dopo aver delicatamente ripulito dalla terra le radici della piantina, inseriamole nella loro nuova dimora con l’aiuto di semplici pinze costituite da due assicelle di bambù, fissate in alto con nastro adesivo.
In alternativa, si può usare un foglio di plastica arrotolato a tubo, bagnato internamente, in cui inserire la piantina per poi spingerla, con l’aiuto di un bastoncino, all’interno del contenitore, nella sua buchetta. Altri bastoncini, alle cui estremità possiamo fissare un cucchiaino da gelato o una piccola forchetta, possono essere utili per compattare e sarchiare il terreno, al bisogno; un tampone di gommapiuma servirà per la pulizia finale delle pareti interne; una lametta da barba tornerà comoda per eventuali potature.
Ultimata la composizione, con cautela, bisogna annaffiare le pianticelle appena trapiantate. Useremo uno spruzzino, magari colmo di acqua piovana, e alla fine tapperemo il contenitore.
Se si forma la condensa
Nei giorni a venire, osserviamo se si forma la preziosa condensa, l’elemento chiave per la sopravvivenza delle piante in ambienti chiusi. Apriremo il contenitore una volta al mese, per pulire le pareti interne, dare una nuova spruzzatina per rinfrescare le piante e potare se necessario.
In breve
- Posizionare il mini giardino in casa, in luogo luminoso, ma lontano dalla luce diretta.
- Nathaniel B. Ward, un botanico di metà Ottocento, è il padre della coltivazione in bottiglia.
- Le piante assorbono umidità dal terreno e i pori delle foglie la rilasciano nel contenitore, creando la condensa per sopravvivere.
