La prestigiosa rivista “Science” ha da poco pubblicato uno studio guidato dalla professoressa Paola Romagnani, responsabile della Nefrologia e Dialisi dell’Aou Meyer Irccs e ordinario di Nefrologia dell’Università di Firenze, insieme alla dottoressa Carolina Conte, dell’Università di Firenze. Romagnani e il suo gruppo – tutto al femminile – hanno scoperto un nuovo meccanismo che spiega la preeclampsia, complicanza potenzialmente grave della gravidanza. La specialista del Meyer ci racconta di questo importante traguardo.
Per cominciare: cos’è la preeclampsia?
Si tratta di una complicanza della gravidanza, conosciuta anche come “gestosi”, che si manifesta con ipertensione e proteinuria. La preeclampsia colpisce circa il 5% delle gravidanze in Europa, ma supera il 10% nei Paesi a basso reddito, dove rappresenta la prima causa di morte materna. I suoi effetti possono estendersi ben oltre la gravidanza, aumentando il rischio di ipertensione e insufficienza renale sia per la madre che per il bambino.
Cosa rivela il vostro studio?
Il nostro lavoro, dal titolo Estrogen-regulated renal progenitors determine pregnancy adaptation and preeclampsia, rivela che un particolare tipo di cellule renali – i progenitori renali – svolge un ruolo chiave nell’adattamento del rene alla gravidanza. Queste cellule, attivate dagli estrogeni, generano nuove cellule fondamentali per il filtro renale, contribuendo a rispondere all’aumento del lavoro che il rene affronta durante la gestazione. Quando questo meccanismo si altera, può svilupparsi la preeclampsia, con conseguenze per la madre e il bambino. Per capire meglio: durante la gravidanza, il rene della donna deve lavorare per due – madre e feto – e aumenta fino al 150% della sua dimensione. Questo richiede un adattamento profondo della struttura renale. Ecco, noi abbiamo scoperto che gli estrogeni attivano i progenitori renali, che a loro volta generano nuove cellule fondamentali per mantenere la funzione di filtro del rene. Se questo meccanismo non funziona, si sviluppa la preeclampsia.
L’idea iniziale è nata in un modo molto speciale…
Davvero! Dieci anni fa abbiamo provato a coltivare i progenitori renali – le cellule staminali del rene che avevamo identificato – da campioni di urina. In laboratorio eravamo tutte donne: due erano in gravidanza e solo dai loro campioni le colture crescevano regolarmente. Impossibile fosse una coincidenza. Da lì l’idea: in gravidanza il rene – secondo solo all’utero – aumenta di volume perché questi progenitori si espandono per reggere il carico extra. Forse è anche per questo che le donne in età fertile sono più protette da ipertensione e malattia renale cronica. Quell’intuizione è diventata la nostra ipotesi.
Quali prospettive apre lo studio?
Pensiamo che abbia importanti implicazioni per entrambi i soggetti coinvolti nella gravidanza. Per la madre: contribuisce a chiarire le basi della preeclampsia, aprendo la strada allo sviluppo di strategie di prevenzione e trattamenti mirati per proteggere la salute renale e cardiovascolare a lungo termine. Per il bambino: dimostra che i figli nati da gravidanze complicate da preeclampsia hanno un maggior rischio di sviluppare ipertensione e malattia renale cronica nell’età adulta, a causa di un ridotto numero di nefroni alla nascita.
Intervenire precocemente con controlli mirati può proteggere sia i reni che il cuore nel tempo. Lo studio suggerisce inoltre che lo stesso meccanismo potrebbe spiegare, almeno in parte, i bassi pesi alla nascita osservati nei neonati di madri affette da preeclampsia. Per quanto riguarda il rischio di malattia renale cronica è di notevole importanza intervenire per tempo, perché colpisce oltre il 10% della popolazione mondiale e rappresenta una delle principali sfide di salute pubblica.
Insieme per crescere
Da molti anni Unicoop Firenze è a fianco della Fondazione Meyer nei numerosi progetti che hanno favorito lo sviluppo dell’ospedale pediatrico fiorentino. Ultimamente la collaborazione si è concentrata nel sostenere la ricerca scientifica del Meyer Irccs con un finanziamento di 600.000 euro per il periodo 2024-2027.
