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Tour letterario al Gabinetto Viesseux di Firenze

Un viaggio tra le memorie e le carte d'archivio con l'attrice Daniela Morozzi e le archiviste Elisa Martini e Benedetta Gallerini. Con appuntamenti riservati ai soci Unicoop Firenze. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

C’è chi non ha proprio mandato giù l’assegnazione di un riconoscimento a un’altra persona, o chi ostinatamente ha reclamato il proprio diritto all’indipendenza nelle scelte. Succede in tutte le famiglie. Anche quelle artistiche.

Immaginate ora di trovare in soffitta un vecchio baule e scoprire lettere e storie che mai avreste immaginato: non avreste voglia di condividere questa meraviglia? Gli archivi sono un po’ così: luoghi vivi e pieni zeppi di avvenimenti. La differenza è che non si tratta di storie personali ma collettive, e che dietro a un archivio c’è un lavoro certosino di cura e catalogazione. E il desiderio di condividere, di mettere a disposizione di tutti, è lo stesso.

Il “Tour Letterario” all’Archivio del Gabinetto Vieusseux a Firenze – da un’idea del presidente Riccardo Nencini e del direttore Michele Rossi – con l’attrice Daniela Morozzi e le archiviste Elisa Martini e Benedetta Gallerini, e la regia di Matteo Marsan, in programma fino a maggio, è proprio questo: un viaggio tra memorie e carte d’archivio per scoprire aneddoti, storie e curiosità degli scrittori, fra «donne e uomini che mangiano come noi, ridono e piangono come noi, si innamorano, tradiscono, passeggiano proprio come noi. Il tour letterario al Gabinetto Vieusseux ne mette in luce i tratti del carattere meno conosciuti», dice Nencini.

Pregi e difetti dei grandi della letteratura

Un tour sentimentale che guarda ai grandi della letteratura e «alle loro fragilità, alla loro umanità, alle loro sofferenze, ai loro difetti, fra invidie e piccole gelosie», aggiunge Morozzi, che assiste nella narrazione le due archiviste. Un tour anche acustico, che dal ticchettio delle macchine da scrivere custodite dall’Archivio – dalla Underwood degli anni ‘20 di Gadda, fino alla macchina elettronica di Arbasino, passando dalle Lettera 22 di Pier Paolo Pasolini e di Oriana Fallaci – «ci porta – dicono Martini e Gallerini – in un percorso evocativo indietro nel tempo al rumore di penne e calamai, dei giornali che si sfogliano, dei cavalli che passano per strada. Così arriviamo a raccontare dell’Archivio e della Firenze dell’800, per risalire pian piano ai primi del ‘900».

Spunto per la narrazione sono il Libro dei soci, che registra tutti gli abbonamenti al Gabinetto Vieusseux fra il 1820 e il 1926, necessari per prendere libri in prestito o accedere alle sale di lettura del Gabinetto, e il Copialettere, ossia il registro della corrispondenza del fondatore Giovan Pietro Vieusseux, che raccoglie circa 150mila lettere, delle quali per ora indicizzate solo 38mila.

Ecco allora Niccolò Tommaseo, scrittore e patriota, e la sua scrittura così tremenda che nemmeno lo stesso Vieusseux riesce a decifrare, tanto che lo implora prima di imparare a scrivere meglio, poi addirittura si offre di pagargli un copista. Ma anche gli oggetti narrano storie, dalle sedie originali dove si sono accomodati i grandi della letteratura mondiale ai loro libri, che aiutano a evocare personaggi e avvenimenti: «Dall’incontro fra Manzoni e Leopardi a quel 4 gennaio 1869, quando Dostoevskij prende in prestito Madame Bovary di Flaubert per completare l’ultimo capitolo de L’idiota» raccontano le archiviste.

Non siete curiosi?

«Sarò passata mille volte davanti all’Archivio di via Maggio, ma non c’ero mai entrata: a quanti sarà accaduto altrettanto?», chiosa Morozzi. La risposta, a distanza, arriva dal direttore Michele Rossi: «Ci sono tanti modi per raccontare questo scrigno letterario: noi abbiamo pensato questa volta di ripercorrere la sua storia bicentenaria in modo divertente e divulgativo. Non siete curiosi?».

A proposito: è a Ungaretti che non era andata giù l’assegnazione del Nobel per la Letteratura a Quasimodo, ed è Isa Baccini – giornalista e scrittrice di fine ‘800 – che si scontra con il direttore del Vieusseux che non voleva darle in lettura i libri che aveva scelto perché, secondo lui, troppo difficili e non adatti a lei.

L’Archivio Contemporaneo Bonsanti del Gabinetto Vieusseux è in via Maggio 42. Appuntamento l’11 febbraio, l’11 marzo, il 15 aprile e il 13 maggio, sempre alle 15; riservati ai soci sono gli appuntamenti, nelle stesse date, che iniziano alle 16.30. Ingresso libero, prenotazione obbligatoria.

archivio@vieusseux.it

vieusseux.it

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