A Cortona una mostra dedicata a Gino Severini

Dal 5 luglio al 1 novembre, al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, a Palazzo Casali, la mostra “Gino Severini. Modernità come dialogo”. Riduzioni per i soci Unicoop Firenze e visite guidate. Per gli Under 30 eventi dedicati

«Le città alle quali sono più attaccato sono Cortona e Parigi. Nella prima sono nato fisicamente, nella seconda intellettualmente e spiritualmente». A Gino Severini, il più francese degli artisti italiani, la sua Cortona (AR) dedica, a sessant’anni dalla scomparsa, una grande mostra che ne indaga il ruolo di mediatore, nella prima metà del XX secolo, tra Paesi, culture e linguaggi figurativi, mondi ed epoche, avanguardie e tradizioni.

“Gino Severini. Modernità come dialogo”, dal 5 luglio al 1° novembre al Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona, a Palazzo Casali, presenta oltre 80 opere fra dipinti e disegni provenienti da musei e collezioni private, in un percorso che, attraverso cinque sezioni, accompagna il visitatore attraverso le diverse stagioni della vita artistica di Severini, fra macchia e divisionismo, esperienza futurista e cubismo, il ritorno all’ordine e al classicismo, la pittura decorativa e il tema delle maschere, l’arte sacra. 

Un artista che ha cercato di unire in modo innovativo influenze artistiche e culturali provenienti da mondi e tradizioni diverse, dando vita a una modernità che le curatrici, Daniela Fonti e Margherita D’Ayala Valva, ricostruiscono grazie a opere singolari e rare, a grandi capolavori del cortonese, ad accostamenti con artisti del tempo – Elisabeth Chaplin, Vittore Grubicy de Dragon, Benvenuto Benvenuti, Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Picasso, Ardengo Soffici, Carlo Carrà – quanto con i maestri antichi – come Maestro Lucchese e Margarito d’Arezzo – cui egli stesso si richiama nei suoi scritti e nelle riflessioni.

Un cortonese a Parigi

Quando arriva a Parigi, nel 1906, Severini ha 23 anni e un bagaglio artistico già significativo: a Roma, dove si era trasferito nel 1889, aveva incontrato Boccioni e insieme a lui era stato introdotto alla pittura divisionista da Giacomo Balla. Nella Ville Lumière studia la pittura impressionista ed entra in contatto con gli esponenti dell’avanguardia parigina, da Amedeo Modigliani a Juan Gris, da Georges Braque a Pablo Picasso, e poi i poeti Max Jacob, Guillaume Apollinaire e Paul Fort – quest’ultimo detto il “principe dei poeti”, di cui sposerà la figlia Jeanne -.

Aderisce poi al movimento futurista, e nel 1910 firma il Manifesto tecnico della pittura futurista con Balla, Boccioni, Carrà e Russolo. In mostra, di questo periodo caratterizzato dallo sforzo di coniugare le istanze cubiste e quelle futuriste, opere chiave come Autoritratto e Ritmo plastico del 14 luglio e una serie di opere dedicate al mondo della danza, al quale Severini – pure lui abile ballerino e affascinato da questa forma di arte – guarda, a differenza degli altri futuristi attratti invece dal tema della macchina, per esprimere le teorie futuriste del dinamismo.

Danza futurista

La mostra presenta una meravigliosa serie di Danseuses degli anni ’13 e ’14, soggetto che emerge dal suo immaginario, ispirato dalla ballerina Loïe Fuller; e, proveniente dal Centre Pompidou di Parigi, la monumentale La danse du Pan-Pan au Monico, opera realizzata nel 1911 ma scomparsa durante la Seconda guerra mondiale e ricostituita da Severini nel 1960, quando l’artista quasi ottantenne volle a tutti i costi ricrearla basandosi su antichi cliché a stampa.

Spettacolo esuberante di vita parigina, l’opera, esposta l’ultima volta in Italia 35 anni fa, affascinò il pubblico della Galleria Bernheim-Jeune dove, nel febbraio del 1912, si tenne la prima mostra futurista a Parigi: sebbene piuttosto cauto nei confronti di questa mostra, Guillaume Apollinaire vide in La danse «l’opera più importante mai dipinta da un pennello futurista». 

Ad accompagnare l’intero periodo di svolgimento della mostra, il progetto “Dinamismo Simultaneo. Muovere la città, tessere la luce”, una programmazione culturale che coinvolgerà pubblici diversi attraverso l’uso dei tanti linguaggi espressi dallo stesso Severini, cercando di trasformare Cortona in una piccola e caotica Parigi futurista.

Oltre all’ingresso in convenzione, per i soci sono previste visite guidate e, per gli under 30, eventi dedicati.

Per informazioni: cortonamaec.org, ginoseverini.it

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