Volto Manifesto

Un progetto per salvare l’unicità di ogni viso

Occhi grandi e distanti, naso sottile, zigomi pronunciati e mento aguzzo. Signore e signori, ecco a voi il volto unico. Quello che impera nei social, Instagram in particolare, e che vorrebbero avere la maggioranza dei giovani di oggi. O almeno, che li rappresentasse nella società virtuale.

Dopo migliaia e migliaia di immagini osservate e confron- tate, gli attivisti fondatori di Nuovi Occhi per i Media, Lorella Zanardo e Cesare Cantù, sono arrivati a formulare una domanda: «Che fine farà il volto umano? Quello che ha naturalmente delle particolarità e dei difetti, delle rughe e delle macchie, quello che ogni giorno subisce dei cambiamenti. L’omologazione dei tratti somatici è un fenomeno a livello mondiale e riguarda i giovani, ma anche chi è più avanti con gli anni» spiega Zanardo che, dopo aver indagato l’uso dei corpi femminili da parte dei media, con una ricerca culminata nel documentario Il corpo delle donne, concentra ora la sua attenzione su quello che ci distingue maggiormente gli uni dagli altri, la faccia, «che ha questo nome perché si modifica e si “fa” in base ai nostri pensieri e azioni» afferma. E viene subito in mente la frase rivolta da Anna Magnani al truccatore: «Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele».

Virtuale o reale?

Ma come siamo arrivati al volto unico? Se un tempo l’ambizione era di somigliare ai divi del cinema americano che però avevano ciascuno proprie caratteristiche e personalità, grazie alle quali diventavano dei miti, il viso a cui tendono oggi milioni di ragazzini e ragazzine nel mondo è “idealizzato”, secondo le caratteristiche sopra descritte. Gli occhi grandi sono quelli dei neonati, il naso fine è tipico delle popolazioni nordiche, gli zigomi alti sono segno di giovinezza, il mento aguzzo di bellezza femminile. Difficilmente queste caratteristiche coesistono in una sola persona e allora si ricorre alla chirurgia estetica e, quando non ancora possibile, ad esempio per i più giovani, ai filtri che modificano le foto, già disponibili sui social media o quelli ancora più efficaci di apposite app.

Il volto “pubblico virtuale”, tutt’altro da quello reale, però, crea scompensi di carattere psicologico, come il dismorfismo, il non riconoscersi cioè nell’immagine reale. Il fenomeno è in aumento e alcune ricerche scientifiche confermano che dopo del tempo trascorso su TikTok o Instagram, guardare la propria immagine riflessa in uno specchio può provocare un forte disagio, per il quale gli psicologi hanno già lanciato l’allarme.

Un patrimonio da difendere

Il volto umano, secondo Zanardo e Cantù, merita dunque di essere valorizzato e si punta a farlo diventare patrimonio mondiale immateriale dell’Unesco. Come la dieta mediterranea, l’alpinismo o la transumanza, tanto per citare alcuni degli elementi italiani già riconosciuti dall’organizzazione delle Nazioni Unite, nata nel 1946 per promuovere la pace attraverso cultura, scienza e istruzione. Per avviare questo processo è stato elaborato un vero e proprio manifesto con l’elenco dei “diritti” del volto.

Idea sposata anche da Unicoop Firenze che lancia una campagna di sensibilizzazione intitolata “Volto Manifesto” appunto, un progetto che prevede incontri pubblici e nelle scuole (in 100 classi), per richiamare l’attenzione sul tema, senza dare giudizi, ma informando e offrendo gli strumenti per farsi una propria idea, anche grazie alla proiezione del nuovo documentario realizzato da Zanardo e Cantù.

«Il primo appuntamento è al Teatro Puccini di Firenze il 18 ottobre – spiega Tommaso Perrulli, responsabile dei progetti sociali ed educativi per Unicoop Firenze -, il secondo il 25 alla città del Teatro di Cascina (PI). Entrambi sono aperti al pubblico con prenotazione. Ne seguiranno altri realizzati in collaborazione con l’Università di Firenze e quella per Stranieri di Siena. Ma il contributo di Unicoop prevede anche il coinvolgimento dei soci e dei club fotografici della Toscana che, con il coordinamento di Paolo Cagnacci, docente della Fondazione Studio Marangoni, e di Chiara Ruberti, co-direttrice di Photolux Festival, andranno alla ricerca di facce vere da fotografare».

Attenzione, però, l’appello non è rivolto a persone disponibili a farsi immortalare, ma a fotografi, dilettanti o professionisti che vogliano partecipare alla creazione del primo archivio del volto umano, così come concepito da Nuovi Occhi per i Media.

«Abbiamo coinvolto gli studenti nel realizzare una prima raccolta di foto che si riferissero a storie di persone diverse (sopra alcuni degli scatti), di cui hanno realizzato ritratti in primissimo piano o ambientati, cioè con una maggiore presenza del contesto – racconta Cagnacci -: il primo passo verso un archivio che potrà testimoniare attraverso l’eterogeneità dei visi la ricchezza e la bellezza di un mondo non omologato».

Umani digitali

Mentre gli umani in carne e ossa rincorrono una bellezza virtuale omologata, quelli “digitali” sono pronti a rimpiazzarci. Non solo robot o avatar, ma anche assistenti virtuali o influencer addirittura capaci di farsi seguire da centinaia di migliaia di persone. Il futuro è già qui e queste figure dotate di intelligenza digitale popoleranno sempre di più non solo il web, ma anche i luoghi fisici. Non a caso c’è chi si diverte a fare scambi di battute con Siri, l’assistente virtuale di Apple, o chi chiama Alexa e Cortana solo per sentire una voce amica. E si tratta per ora solo di voci, quando invocandole ci appariranno un volto o magari un corpo, ci sembreranno davvero umani.  

«Gli studi giapponesi condotti sulla robotica – chiarisce Cesare Cantù – rivelano che l’impatto sulla psiche che segue l’incontro con androidi e umani digitali è molto forte e, dopo una fase iniziale di scoperta, comporta una sensazione di turbamento, soprattutto se costruiti in modo molto realistico». In sintesi, più assomigliano a noi, più ci inquietano. Meglio tenere le nostre, di facce, in qualsiasi modo siano.

IL VOLTO È UN PATRIMONIO PER L’UMANITÀ
Ogni volto dà senso al mondo e arricchisce l’umanità intera
FAI LA TUA FACCIA
Sono le nostre scelte e le nostre azioni a modellare la nostra faccia
OGNI VOLTO È IRRIPETIBILE
Il volto di ognuno di noi racconta della nostra unicità
LA TUA FACCIA NON È SOLO TUA
La faccia entra nella vita degli altri e la influenza, stabilisce relazioni, permette l’incontro
LA VERITÀ DEL VOLTO È RIVOLUZIONARIA
La vera rivoluzione è accettare il nostro volto per quello che è
IL VOLTO DELL’ALTRO È UNO SPECCHIO
La tua faccia è l’Altro per tutti gli altri
LA PERFEZIONE È NOIOSA
Il volto perfetto non lascia spazio all’imprevisto e all’unicità
AMA LA VULNERABILITÀ DEL TUO VOLTO
Il volto è l’unica parte del corpo che mostriamo sempre nuda al mondo
OGNI RUGA RACCONTA UNA STORIA
Il volto è un paesaggio, ogni segno racconta la tua storia
ONORA I VECCHI VOLTI
La faccia vecchia raccoglie sapere e suggerisce risposte, crea l’etica di una società

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